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 Arti Sacre & Covid 19

Una ricerca quanti-qualitativa

Come hanno reagito le aziende del settore delle arti sacre all’epidemia Covid19 che ha travolto inaspettatamente i settori produttivi mondiali? Quali gli impatti sociali, economici, occupazionali a breve e a lungo termine nel comparto? Quali le prospettive di ripresa immediata e a lungo termine?

Sono queste le domande che hanno spinto i ricercatori dell’Osservatorio Arti Sacre a realizzare una ricerca quanti-qualitativa al fine di sondare lo stato di salute del settore e soprattutto le percezioni, emotive, comportamentali, sociali, economiche dei principali player del settore. Condividiamo in queste pagine una piccola parte della ricerca.

 

RICERCA

1. Campione

La ricerca si è avvalsa per la creazione del campione delle aziende del settore, del sondaggio nazionale “Arti Sacre e codici Ateco”, realizzato nei mesi di settembre e ottobre 2019, da un gruppo di ricercatori, per conto dello stesso Osservatorio, che ha individuato oltre alle aziende con codice Ateco specifico, i player del settore statisticamente identificati con codici diversi, o perché aventi una linea produttiva afferente al settore ma marginale rispetto alla gamma produttiva, o perché, come nel mondo tessile, le identificazioni statistiche esatte risultano carenti. Il sondaggio nazionale si era avvalso di una duplice strumentazione di indagine: dopo il rinvenimento nelle banche dati Istat nazionali e nei cataloghi di settore di circa 9.700 anagrafiche, si era proceduto ad una prima scrematura attraverso un questionario, a cui le aziende, con molta disponibilità e con grande adesione numerica, hanno risposto specificando i loro codici Istat e le loro tipologie produttive, riuscendo così a lavorare oltre 7000 anagrafiche. Per le rimanenti si è ricorso ad un contatto telefonico, per verificarne l’esistenza e l’aderenza settoriale.

Al 30 ottobre 2019 il settore risultava costituito da 4129 aziende produttrici, di cui il 21% (909) aventi una o più linee dedicate alle produzioni a carattere religioso all’interno di altre filiere produttive. Il campione è costituito per il 5% da grandi Aziende con più di 50 dipendenti, per il 27% da medie aziende con un numero di addetti non superiore alle 25 unità; il 32% dichiara non più di 9 operatori, il restante campione (36%) è costituito da meno di 5 addetti. Sono state inoltre rilevati 1874 operatori professionali, che definiamo Artisti, con produzioni limitate e prevalentemente su commissione, operanti non in maniera esclusiva nel settore e non ascrivibili alla galassia delle aziende.  Si precisa che in questo computo sono state inserite unicamente aziende produttrici di oggetti, ad esclusione degli operatori dell’ospitalità, del turismo religioso, e dei tecnici afferenti all’edilizia di culto. Il fatturato dichiarato del settore per l’anno 2018 (esercizio precedente alla rilevazione) si attesterebbe intorno ai 940 milioni di euro.

 

2. Strumenti

Acquisita la banca dati, si è proceduto il 24 marzo 2020 con l’invio di un questionario strutturato in cui potessero essere sondate e misurate le dimensioni percepite e reali della situazione creatasi a seguito dell’epidemia. I questionari inviati sono stati 6003, le risposte ricevute sono state 4973, di cui in sede di analisi di coerenza interna si è optato per scartarne 47 per evidenti incongruenze tra le dimensioni occupazionali ed economiche. Di ulteriori 294 questionari si è deciso di procedere a verifica telefonica per dubbio o errato inserimento dei dati, riuscendo così a validarne ai fini della ricerca 281.

Il campione della ricerca risulta così costituito da 4632 aziende sondate tramite questionario e 281 aziende il cui questionario è stato integrato da un’intervista telefonica, arrivando quindi ad un totale di 4913 aziende. Poiché il bacino di indagine totale era costituito da 6003 anagrafiche, il campione 4913 risulta significativo. La composizione merceologica del campione è risultata equilibrata e significativa.

 

3. Dimensioni Indagate

Dopo una prima rilevazione se le aziende fossero aperte o chiuse al momento della ricerca, si sono indagate le dimensioni import ed export e la stima di riduzione del fatturato per gli anni 2020 e 2021. Si è verificato inoltre l’eventuale ricorso a cassa integrazione o altri sussidi di supporto al reddito, per analizzare poi le previsioni di ripresa in termini di fatturato e di mercato. Infine attraverso una griglia di repertorio si è tentato di individuare quali sono gli strumenti commerciali ritenuti più idonei dalle aziende per il rilancio delle loro produzioni.

 

4. I risultati

 

 a) La sua azienda è aperta in questi giorni?

Il 64% ha dichiarato di essere chiuso, il 17% parzialmente aperto, il restante 19% ha affermato di lavorare in regime ridotto su commissione di tipo prevalentemente artistico, già acquisita. Interessante da segnalare che 3 aziende del comparto tessile hanno convertito una loro linea di produzione per realizzare mascherine protettive.

 

 

 b) Quale è la percentuale di import di materie prime o semilavorati in questi primi mesi del 2020?

 

Il 52% dichiara di non importare direttamente materiali, l’11% importa più del 50%, il 19% importa più del 25%, il restante del campione (18%) importa meno del 25%.

 

 

 c) Quale è la percentuale di export nel suo ultimo esercizio?

 

Il 21% dichiara un export oltre il 75%, il 19% tra il 50% e il 75%, il 27% tra il 25% e 50%, il 16% tra il 10% e 25%, il restante campione (17%) afferma di non esportare.

 

 d) Stima una perdita di fatturato nell’anno in corso?

 

Il 17% stima una perdita tra il 60% e l’80%, il 34% tra il 40% e 60% il 28%  tra il 20% e 40% , il restante campione (21%) stima perdite inferiori al 20%.

 

 e) Stima una perdita di fatturato per il 2021?

 

Il 43% stima una perdita superiore al 50%, il 21% superiore al 20%, il 17% inferiore al 20%, il restante campione (19%) non stima perdite significative.

 

 f) Ricorrerà alla cassa integrazione o a misure di sostegno al reddito?

 

L’ 82% ricorrerà alla cassa integrazione o a misure di sostegno del reddito

 

 

 

g) Quando prevede la ripresa del settore, compatibilmente con i dati epidemiologici odierni?

 

Il 19% prevede una ripresa entro l’estate, il 45% la intravede entro l’autunno, il restante campione (36%) la prevede nel 2021

 

 

 h) Quali azioni di marketing e promozione ritiene saranno i più utili per la sua azienda e su cui pensa di investire nei prossimi mesi tra le seguenti: promozione web, potenziamento e-commerce, stampa specializzata nazionale, stampa specializzata internazionale, nuovo catalogo prodotti, potenziamento rete agenti, visite a clienti italiani, visite a clienti esteri, fiere nazionali 2020, fiere nazionali 2021, fiere internazionali 2020 e fiere internazionali 2021? Indichi 5 scelte.

 

 

Il grafico è molto significativo: il 69% punterà sulla promozione web, ma solo il 23% crede necessario un potenziamento dell’e-commerce. Il 57% investirà in stampa specializzata italiana ed il 41% farà ricorso a quella estera. L’87% investirà in un nuovo catalogo prodotti ed il 56% nel potenziamento nella rete di agenti. L’88% punterà a visite dirette ai clienti italiani, ma solo il 34% raggiungerà fisicamente i clienti esteri. Il 22% ritiene utile investire in fiere nazionali nel 2020 e solo il 17% pensa proficuo attendere a livello nazionale il 2021.Ridotta la presenza diretta a fiere estere che si attesta al 13% per il 2020 e al 27% per il 2021.

 

 

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