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Sacred Art School Firenze

La Sacred Art School Firenze: secondo lo schema AGIL

Di Giancarlo Polenghi

Propongo in questo articolo una descrizione sintetica della Scuola di Arte Sacra Firenze Onlus, secondo lo schema AGIL, creato dal sociologo Talcott Parsons e, in questa forma riveduta, utilizzato dal sociologo Pierpaolo Donati con il quale ci siamo confrontati, fin dal primo momento della nascita, sul progetto della scuola.
 A otto anni dalla sua nascita la scuola offre corsi di diversa durata e relativi a diverse discipline artistiche. I diplomati della scuola, a un anno dal termine, trovano lavoro nel 78% dei casi.

Lo schema descrive la riflessività, dei singoli e dei gruppi, come relazione che si articola su 4 componenti.

Goal: la dimensione di scopo (acquisitiva o realizzativa) è quella che si focalizza sugli obiettivi della riflessività, ossia conduce la riflessività centrandosi sugli scopi che devono essere raggiunti; i criteri in base ai quali viene condotta la riflessione e l’azione si collocano nelle dimensioni della maggiore efficacia possibile per raggiungere gli scopi situati a cui è attribuito un valore prevalente di utilità, anche se vi sono annessi dei motivi affettivi e dei significati simbolici. Lo scopo è chiaramente la formazione di artigiani e artisti che sappiano produrre oggetti di arte sacra. In modo sintetico si potrebbe affermare che lo scopo è realizzare la bellezza che salva, sia nella vita degli artigiani-artisti e sia, di conseguenza, nelle loro opere.

Adaptation: la dimensione strutturale, i mezzi, che hanno un carattere utilitaristico, tattico, non strategico, e perciò incline alla frantumazione dal disorientamento, se non relazionati alle altre dimensioni della riflessività. I mezzi per noi sono l’artigianato e l’arte, nelle sue discipline di disegno, pittura, scultura, oreficeria, mosaico, ebanisteria. In futuro potremmo anche aprirci alla musica. Questa dimensione tecnica è oggi particolarmente importante perché il saper fare artigianale si sta perdendo. Nuove tecnologie si stanno imponendo indebolendo la capacità manuale delle persone. È come se un pensiero che nasce dal “gesto” e dalla relazione diretta con i materiali si stesse perdendo a fronte dell’invadenza del virtuale. Ecco perché anche la dimensione strutturale e strumentale è nel caso della nostra scuola di grande rilevanza.

Inclusion: la dimensione regolativa è quella che dà priorità alla componente normativa della relazione riflessiva. Non è guidata dal calcolo, e non è interessata a raggiungere gli scopi in maniera più efficace o efficiente, ma è piuttosto legata al significato simbolico della relazione riflessiva. Nel nostro caso è la liturgia. E non potrebbe essere altrimenti, l’azione del popolo in dialogo con Dio. La relazione simbolica con Dio che porta in cielo e spinge alla comunione con Dio e con i fratelli. La Scuola di Arte Sacra, desidera che i proprio studenti acquisiscano una mentalità liturgica e simbolica.

Latency: la dimensione valoriale riguarda il valore di ciò che è in gioco nel processo riflessivo, la dignità di ciò su cui la riflessività sta agendo, valori non negoziabili e sempre trascendenti rispetto alle possibili concretizzazioni pratiche. In questo caso la scelta della scuola è ricaduta sulla teologia del corpo, intesa come teologia e antropologia, rapporto corpo anima e spirito (sant’Ireneo di Lione), relazione maschile-femminile. L’idea che ha fondato la scuola è infatti legata all’incarnazione di Cristo e alla creazione umana, vedendo in essa qualcosa di originario e vitale. Romano Guardini parlava di opposizione polare, altri pensatori pensano alla relazione ontologica e trinitaria, e al paradosso dell’Uno e Trino perché amore.

La dimensione orizzontale dell’asse A-I (Mezzi-Regole)ci riporta al fare artistico e artigianale all’interno della tradizione del sacro, la dimensione verticale GL (Obiettivi-Valori) ci offre una solida base antropologica e un obiettivo altro e trascendente. I quattro concetti possono anche essere letti come LIGA, ossia a partire dall’antropologia (i valori) che indirizza al Sacro (norme) che puntano alla bellezza salvifica (scopo) ottenuta attraverso l’arte e l’artigianato che sono mezzi espressivi. Oppure, in senso antiorario a partire dagli obiettivi, attraverso le tecniche per giungere ai valori ed infine alla liturgia, o orario, come si vede nella figura.