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Spazi Mistici

Lo Spazio Mistico

P. Costantino Ruggeri

“Lo spazio mistico costituisce il motivo e il fermento della mia esperienza attuale. …

È, per intenderci, uno spazio assoluto e non relativo, un luogo aperto, non chiuso.

Può essere un raggio di sole su un muro, una corda tesa tra due alberi, un fiore, un sasso.

Cercarne l’evidenza per un artista è l’avventura estetica più esaltante e difficile, e, per me, anche di cercatore dell’‘ombra di Dio’ nella luce dell’evidente.

Lo ‘spazio mistico’ è il punto d’incontro fra l’assoluto della bellezza e il relativo delle forme in cui esso viene, più che realizzato e circoscritto, indicato come un punto sempre nuovo di partenza nell’esperienza di un artista.

È difficile esprimerlo in parole, perché deve esprimersi piuttosto in situazioni, in segni essenziali, in aperture imprevedibili, sempre nuove, in soluzioni rigorose quanto libere e deliberanti.

Il nostro spazio è ormai inabitabile. Tutto è oscuro, sgraziato, umiliato. Soprattutto banale.

Gli agglomerati urbani opprimenti, le strade piene di paura, le chiese senza poesia, le istituzioni corrose e corrotte, i pensieri senza creatività, i cuori senza slancio; in tutti l’abdicazione al sublime.

Offesi da questo attentato alle insopprimibili speranze, cerchiamo nella totale spogliazione i segni umili e assoluti di uno spazio innocente, espressivo dell’anima e ospitale al cuore.

Rifiutando ogni banalità e ogni concezione utilitaria dello spazio, vogliamo vivere la più incorruttibile e inebriante ‘poesia delle cose’”.

 

Pittore, scultore, vetratista, “batisseur d’églises” e infine – o innanzitutto – frate francescano e sacerdote, padre Costantino Ruggeri era, come lo definì Mario Sironi, soldato di due milizie: quella della fede e quella dell’arte.

 

“Il mio vero voto personale – equivalente per me artista ai tre voti di me frate – è questo: mai tradire, a nessun costo, la bellezza”.

 

Nel 1960 l’incontro forse decisivo del suo itinerario: quello con Le Corbusier. Da allora l’“architettura dello spazio mistico” ha costituito la sua principale occupazione: “costruire una chiesa che non separasse, ma unisse alle sue strutture tutto il creato, la luce, gli alberi, le immagini vive, i suoni naturali della natura”.

 

Artefice della Fondazione Frate Sole, creata con lo scopo di svolgere un’azione di sensibilizzazione e promozione nel campo della “chiesa costruita”, perché vengano attuate le qualità artistiche e mistiche che, sole, possono fare dello spazio sacro un luogo di esaltazione spirituale.

È con questa consapevolezza che la Fondazione ha istituito un premio quadriennale da assegnare al progettista o all’artista di un’opera sacra edificata nell’ultimo decennio nell’ambito delle confessioni cristiane.

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