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Un allestimento virtuale per il Tesoro della Cattedrale di Gorizia

Una postazione con schermo touch posizionata all’ingresso della Cattedrale di Gorizia consente oggi di comprendere la storia del suo Tesoro e le radici della comunità. L’invito rivolto è quello di compiere una passeggiata virtuale in ambienti non sempre accessibili e cogliere la dimensione spirituale che i beni del Tesoro raccontano. Si tratta in particolare di reliquiari provenienti da Aquileia e manufatti ad uso liturgico donati da Maria Teresa d’Austria, fruibili in parte solo durante alcune celebrazioni.

 

Il software multimediale, che utilizza anche la grafica 3D interattiva, consente di riscoprire le vicende del Tesoro a partire dall’istituzione dell’Arcidiocesi nel 1752. La proposta di collocare virtualmente una selezione ragionata dei beni del Tesoro individua alcune isole tipologiche e temporali, in una sorta di crescendo tra i reliquiari e le opere pittoriche dei matronei fino ad alcuni manufatti ad uso liturgico nella sacrestia superiore. Scegliendo l’ambiente ed i singoli beni, collocati virtualmente all’interno di teche o a parete, si accede a schede di approfondimento. Tra le opere si segnalano: due reliquiari con reliquie della Santa Croce; numerosi reliquiari a tabella e a cassetta ornati dalle Orsoline e dalle Clarisse di Gorizia; una litografia del Rotta con la Gloria del Paradiso che documenta l'affresco a soffitto realizzato da Giulio Quaglio nel 1702 e distrutto durante la guerra; il ritratto dell’Arcivescovo Walland ad opera di Giuseppe Tominz.

I beni selezionati portano a riscoprire le principali vicende della vita dei Santi di cui si conservano le reliquie e la funzione pedagogica dell’arte attraverso le tele. Nella ricostruzione 3D della sacrestia superiore, dove emerge il forte legame di Maria Teresa con la città e l’Arcidiocesi di Gorizia, alcuni cassetti estraibili fungono da espositori 3D dei paramenti e dei beni ad uso liturgico da lei donati.

Il disegno della postazione in legno riprende il tema della dedicazione settecentesca all’Esaltazione della Santa Croce, mentre le aperture nel vano centrale riportano alla facciata del XVIII secolo con copertura a capanna, visibile su un dipinto di Antonio Paroli del 1752 che faceva parte degli stalli del coro.

Il progetto, realizzato da Ubiz3D per la Parrocchia dei Santi Ilario e Taziano con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, anticipa virtualmente lo studio per l’allestimento del museo per la valorizzazione e conservazione del Tesoro della Cattedrale.

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